App Immuni Opinioni 2020: come funziona, rischi, privacy, installazione e consumo batteria

Leggiamo le opinioni degli utenti e degli esperti sull’App Immuni, che dalla sua uscita ha fatto molto discutere. Scopriamo meglio come funziona questa App, i rischi che si corrono dal punto di vista della privacy, come effettuare l’installazione sul proprio smartphone ed infine le opinioni riguardo il consumo della batteria.

Opinioni App Immuni: a cosa serve, come funziona per contrastare il contagio

Negli ultimi mesi ha fatto molto discutere la nascita della nuova App Immuni, nata con l’obiettivo di contrastare la diffusione del Coronavirus in Italia. Come sappiamo, la vita di tutti noi è cambiata radicalmente dalla comparsa del Covid 19, in particolare per il fatto di avere sempre a portata di mano una mascherina da indossare obbligatoriamente all’interno dei luoghi chiusi e quando non è possibile rispettare il distanziamento sociale. Tra le soluzioni che sono state adottate per evitare di contrarre qualsiasi tipo di virus, in molti hanno iniziato ad assumere degli appositi integratori alimentari per rafforzare il proprio sistema immunitario. In questa pagina ci occupiamo invece della soluzione che è stata proposta dal mondo della tecnologia e dell’informatica.

Al giorno d’oggi praticamente per qualsiasi tipo di esigenza abbiamo sul nostro cellulare un’App che ci fornisce il servizio di cui abbiamo bisogno. Perciò anche per contrastare questo pericoloso contagio è stata sviluppata l’App Immuni, che è disponibile per tutti gli smartphone, sia Apple che Android, e che è stata identificata da molti esperti come la soluzione migliore attualmente disponibile. Allo stesso tempo, però, già da prima dell’uscita ufficiale dell’App Immuni non sono mancate le polemiche, in particolare per i rischi dal punto di vista della privacy. In molti hanno visto l’App Immuni come una “trovata” da parte delle autorità per avere un controllo totale della popolazione. Ma quanto c’è di vero in questa paura degli utenti e quanto invece si tratta di teorie infondate? Per scoprirlo abbiamo cercato le opinioni dei più esperti, in modo da capire meglio come funziona l’App Immuni e tutte le caratteristiche tecniche utili per rispondere a questa domanda.

Innanzitutto, se vi state chiedendo come funziona l’App Immuni, il tutto è molto semplice. L’idea alla base di questo servizio online, che è ovviamente assolutamente gratuito, è quella di registrare tutti i contatti che sono avvenuti tra due persone a distanza inferiore rispetto alla distanza di sicurezza definita dagli esperti. Come sappiamo, è necessario infatti rispettare sempre una distanza di almeno 2 metri, anche se purtroppo questo non sempre è possibile. Ad esempio sui mezzi pubblici, o nei luoghi particolarmente affollati che per esigenze lavorative potrebbero essere impossibili da evitare, la distanza di sicurezza non è sempre rispettata. Ovviamente in questi casi è fondamentale indossare la mascherina, che tuttavia non ci assicura al 100% di non essere contagiati (in particolare se la persona con la quale entriamo in contatto è senza mascherina). Come si legge sulle opinioni degli esperti, se entrambi hanno scaricato l’App Immuni, questo contatto che è avvenuto verrà registrato, e così sarà per tutti i contatti che avrete durante le vostre giornate.

Perché dunque registrando le persone con le quali vado in contatto si può contrastare il contagio? In questo caso entra in gioco il secondo servizio offerto dall’App Immuni, che è quello grazie al quale una persona che ha contratto il Coronavirus può allarmare tutte le persone con le quali è entrata in contatto. A questo punto, tutti gli utenti che hanno scaricato l’App Immuni e che sono entrati in contatto con il soggetto contagiato, riceveranno una notifica sul proprio cellulare e potranno così mettersi in quarantena, evitando di contagiare altre persone. Come si legge sulle opinioni degli esperti, in questo modo è molto più semplice curare per tempo coloro che hanno contratto il Covid 19. Come sappiamo, infatti, le cure preventive sono risultate essere molto più efficaci, e dunque gli eventuali contagiati saranno curati molto più facilmente. Allo stesso tempo, mettendo in quarantena tutti coloro che sono entrati in contatto con le persone che hanno scoperto di aver contratto il Coronavirus, è possibile ridurre notevolmente i contagi, e di conseguenza l’ormai famoso indice R0 che preoccupa molto i virologi e gli epidemiologi.

App Immuni Opinioni degli esperti: ci sono rischi per la privacy?

L’idea sulla quale si basa l’App Immuni è molto semplice, ma allo stesso tempo anche molto efficace per ridurre al minimo i contagi e curare per tempo il Coronavirus. Le opinioni degli esperti su questa App sono molto positive, sebbene siano in molti a sostenere che per avere dei risultati ottimali sarebbe stato meglio renderla disponibile fin dal primo giorno della fase 2. Al momento dell’uscita dell’App Immuni, infatti, in molti erano tornati praticamente alla vita di sempre, sottovalutando purtroppo il rischio di contagio. Come ripetuto dagli epidemiologi in Italia e in tutto il mondo, tuttavia è importante non abbassare la guardia, perché il rischio di una nuova ondata è reale. Per questo motivo, le recensioni degli esperti in materia sono tutte positive riguardo l’efficacia dell’App Immuni. Coloro che hanno pubblicato le proprie opinioni online invitano tutti gli utenti a scaricare l’App Immuni sul proprio cellulare, per la propria salute e per quella degli altri.

Come detto in precedenza, però, a fare da contraltare alle opinioni positive degli esperti, c’è l’opinione molto negativa degli utenti che hanno paura per la propria privacy. Questo tipo di allarme è scattato già prima dello sviluppo dell’App Immuni, ed è continuato ad esserci ovviamente anche dopo il lancio di questo servizio. Ma ci sono veramente dei rischi concreti per la propria privacy se utilizziamo quest’App? Per rispondere a questa domanda, abbiamo cercato le opinioni degli esperti informatici, che sicuramente ne sanno più di tutti riguardo gli algoritmi utilizzati e su come avviene lo scambio di dati. In questo senso, gli esperti informatici che hanno pubblicato le proprie opinioni online riguardo l’App Immuni non hanno dubbi: non c’è assolutamente alcun rischio per la privacy. I nostri dati personali non sono in alcun modo presi dalle autorità tramite l’App, e questa certezza è data proprio dal funzionamento stesso del servizio. È importante sottolineare infatti che il codice dell’App Immuni è disponibile online, e dunque chiunque può analizzarlo per controllare che non ci sia alcun tipo di rischio nel suo utilizzo.

Ci sono state molte discussioni dal punto di vista della privacy e della protezione dei dati personali degli utenti. Per evitare qualsiasi tipo di rischio per gli utenti in questo senso, come si legge nelle recensioni degli esperti è stata scartata l’idea di una struttura centralizzata per la gestione dei dati. Questa soluzione, infatti, era stata inizialmente presa in considerazione, ma ben presto ci si è resi conto che sarebbe stato difficile rendere il sistema sicuro al 100%, ed allo stesso tempo evitare (anche in futuro) l’eventuale utilizzo dei dati personali da parte delle autorità e non solo. Per evitare dunque questa struttura centralizzata, la soluzione adottata è quella basata sullo scambio di codici che avviene solamente tra i cellulari di due persone che entrano in contatto. Ogni smartphone sul quale è installata l’App Immuni genera dei codici che vengono rinnovati continuamente, e che non sono in alcun modo collegati alla persona fisica ma soltanto al dispositivo. Se ad esempio una persona ha 2 cellulari, allora dovrà installare l’App Immuni su entrambi i dispositivi, ed ovviamente i codici generati saranno diversi sebbene si riferiscano alla stessa persona.

Dunque l’aspetto che viene sottolineato all’interno delle opinioni degli esperti informatici per togliere qualsiasi dubbio che possano essere diffusi i dati personali degli utenti è proprio quello per cui il codice generato dall’App Immuni è legato esclusivamente al dispositivo. Inoltre, tale codice viene salvato solamente nella memoria del cellulare con il quale la persona è entrata in contatto, e verrà definitivamente eliminato una volta trascorsi i 14 giorni, in modo da poter inviare la notifica in caso di contagio da Coronavirus. Tra i rischi che avevano allarmato molti utenti prima dell’uscita dell’App Immuni c’era poi quello di essere un’App obbligatoria per tutti, e dunque che in qualche modo avrebbe limitato la libertà di ognuno di noi. Chiaramente ciò non era possibile, ed infatti l’App Immuni è assolutamente volontaria, e non ci sono vincoli per coloro che scelgono di non installarla. In ogni caso, in base alle opinioni di epidemiologi e virologi, ed anche in base alle recensioni degli informatici, possiamo affermare che installare l’App Immuni può essere solamente una scelta positiva. Non c’è infatti alcun rischio legato all’utilizzo di quest’App, mentre possono essere enormi le potenzialità di questo servizio se tutti decidiamo di installarla sul nostro smartphone.

Come scaricare, installare ed utilizzare l’App Immuni per Android e Apple

La maggior parte di voi che state leggendo avrà molta dimestichezza con gli smartphone, perciò questo paragrafo sarà praticamente inutile. Allo stesso tempo, però, è importante sottolineare che l’App Immuni è rivolta a chiunque, ed anzi può funzionare al meglio solo se tutti noi la installiamo. Di conseguenza anche in meno esperti e coloro che non utilizzano molto gli smartphone devono essere messi nelle condizioni di utilizzare questo importante servizio che ci è stato messo a disposizione gratuitamente. Come fare dunque per scaricare ed installare l’App Immuni? Come detto in precedenza, quest’App è disponibile sia per dispositivi Apple che Android. In base al vostro cellulare dovrete dunque accedere all’App Store oppure al Play Store, tramite i quali appunto è possibile scaricare le applicazioni sul vostro cellulare. Cercando “Immuni” nello spazio di ricerca troverete subito l’App ufficiale, che è facilmente riconoscibile rispetto alle altre. Per essere sicuri di non sbagliare applicazione, vi consigliamo comunque di leggere anche la descrizione e le recensioni che trovate in fondo alla pagina.

Cliccando su “Installa“, l’App Immuni verrà automaticamente scaricata ed installata sul vostro smartphone. Senza fare nulla di complicato, dunque, troverete nella vostra lista delle applicazioni l’icona dell’App Immuni. Cliccando sull’icona stessa avete dunque la possibilità di accedere a tutti i servizi offerti dall’applicazione. Dunque ad esempio potrete scegliere di disattivare lo scambio di codici che abbiamo descritto in precedenza, anche se viene sconsigliato perché appunto in questo modo non potrete tenere traccia di tutti i contatti che avete con altre persone che potrebbero aver contratto il Covid 19. Sempre tramite l’App è possibile controllare la lista dei codici che sono stati registrati. Chiaramente tali codici non vi permetteranno di sapere nulla sulle persone con le quali siete entrati in contatto, ma solamente di farvi un’idea di quanti contatti ravvicinati avete avuto negli ultimi giorni, il che può essere utile anche per fare più attenzione nel caso in cui aveste troppi codici salvati (è sempre importante ridurre al minimo i contatti!).

Per il resto dunque non c’è nulla da fare per usufruire dei servizi offerti dall’App Immuni, che è assolutamente automatica. Solamente in caso di contagio dovrà essere appunto il soggetto contagiato a comunicare alle persone con le quali è entrato in contatto della possibilità di contagio. È importante sottolineare che, per evitare falsi allarmi, non è possibile inviare autonomamente la notifica di avvenuto contagio alle persone con le quali si è entrati in contatto. Tale comunicazione potrà essere effettuata solamente dal personale medico autorizzato, che dovrà inserire un proprio codice nell’App per sbloccare questa funzionalità. Come detto in precedenza, in questo caso le persone con le quali sono stati registrati i contatti riceveranno una notifica, che consiglierà loro di evitare di uscire, e se possibile di effettuare tutti i dovuti controlli.

Recensioni App Immuni: novità, consumo batteria, efficienza, funziona davvero?

All’interno delle opinioni pubblicate dagli esperti informatici riguardo l’App Immuni, viene molto discusso anche il tema dell’efficienza di questa applicazione. Innanzitutto, nelle recensioni viene sottolineato che lo scambio dei codici avviene tramite la tecnologia Bluetooth. Questa tecnologia veniva molto utilizzata soprattutto in passato per lo scambio di file tra dispositivi, ma è tuttora utilizzata per connettere tra loro diversi dispositivi. Ad esempio, le cuffie wireless e la radio della propria automobile vengono connesse tramite Bluetooth al proprio smartphone per sentire la musica o effettuare telefonate in vivavoce. Un aspetto da tenere in considerazione riguardo questa tecnologia è quello del consumo della batteria. Soprattutto gli smartphone che hanno qualche anno, infatti, hanno quasi sempre il problema legato alla durata della batteria. Visto l’utilizzo intensivo che facciamo di questi dispositivi, è diventato ormai complicato anche arrivare alla fine della giornata con il cellulare ancora carico. Questa premessa è stata fatta per evidenziare un primo interrogativo che in molti si erano fatti riguardo l’efficienza dell’App Immuni, considerando che per il suo utilizzo è necessario tenere sempre acceso il Bluetooth del proprio smartphone.

Ebbene, come si legge all’interno delle opinioni degli esperti di informatica, l’App Immuni è stata ottimizzata proprio per evitare questo tipo di problema. La svolta da questo punto di vista è arrivata grazie all’utilizzo della tecnologia Bluetooth Low Energy (Bluetooth LE). Di cosa si tratta? Questa tecnologia ha il pregio proprio di utilizzare meno batteria, in quanto rimane a riposo quando non c’è richiesta di connessione, ed allo stesso tempo utilizza una velocità di scambio dati minore per ridurre al minimo il consumo di batteria. Il difetto principale di questa tecnologia è chiaramente la limitata potenza, che lo rende inutilizzabile per lo scambio di file o grandi moli di dati. Allo stesso tempo, però, il Bluetooth LE è perfetto per essere utilizzato per le applicazioni di tracciamento come l’App Immuni. Come abbiamo visto in precedenza, la sola informazione che deve essere scambiata tra i dispositivi in caso di contatto è il codice univoco generato dall’applicazione stessa. Si tratta dunque dell’invio tramite Bluetooth di una breve stringa, per il quale sarebbe inutile la potenza del normale Bluetooth. Come confermato dalle recensioni positive degli informatici, l’utilizzo della tecnologia Bluetooth Low Energy ha reso l’App Immuni molto efficiente, in quanto il consumo di batteria legato all’utilizzo di questo servizio di tracciamento è veramente minimo.

Per gli esperti di informatica dunque l’App Immuni è stata studiata per garantire il tracciamento senza rischi per la privacy degli utenti. Allo stesso tempo, il funzionamento dell’App è stato ottimizzato per massimizzarne l’efficienza. Ma per i virologi e gli epidemiologi questa applicazione funziona davvero? Le opinioni degli esperti in questo senso sono molto positive, anche se ci sono degli aspetti da considerare e che sono determinanti. In particolare, è chiaro che l’unico modo per massimizzare l’efficienza dell’App Immuni è quella di installarla tutti sul proprio cellulare. Al momento, infatti, sono ancora troppo pochi quelli che hanno installato l’applicazione e che dunque possono tracciare ed essere tracciati durante i propri contatti. Il problema è che anche per chi ha installato l’App Immuni, il servizio diventa inutile se poi la maggior parte dei contatti non vengono tracciati a causa della scarsa diffusione dell’applicazione. Proprio per questo motivo, nelle opinioni degli esperti viene sottolineata l’importanza effettuare l’installazione. Senza contare che non farlo sarebbe un comportamento stupido, basato su paure che non hanno motivo di esistere. Le recensioni degli esperti in materia sono chiare, ed escludono categoricamente qualsiasi tipo di rischio per la privacy. Se questo non bastasse a farci sentire tranquilli, vi ripetiamo che online è disponibile l’intero codice dell’App Immuni, consultabile da chiunque. Dunque potrete controllare voi stessi che non ci siano aspetti che vengono nascosti, oppure farla controllare a qualche parente o amico esperto di informatica. Di certo, se ci fossero stati problemi di qualsiasi tipo, qualcuno sarebbe riuscito a scovarlo mettendo tutti a conoscenza dei rischi che si corrono utilizzando questa applicazione.

App Immuni Aggiornamento: novità e possibili miglioramenti in base alle opinioni degli esperti

Per concludere la nostra analisi sull’App Immuni, è importante parlare dei possibili miglioramenti che dovrebbero essere effettuati magari tramite un futuro aggiornamento. Stando alle opinioni pubblicate online dagli esperti (sia informatici che virologi ed epidemiologi), non ci sono particolari problemi da risolvere tramite un aggiornamento per quanto riguarda il funzionamento dell’App Immuni. Come per qualsiasi altra applicazione, ci sono stati e ci saranno aggiornamenti volti ad eliminare qualsiasi tipo di bug che potrebbe comparire anche in futuro, e per velocizzare il funzionamento complessivo del servizio. Quello che lascia perplessi alcuni esperti, così come alcuni utenti che hanno scaricato l’applicazione, è piuttosto la mancanza di incentivi a scaricarla. Secondo molti utenti, infatti, lo Stato dovrebbe fare di più per spingere quanti più cittadini possibile a scaricare l’App Immuni. Come detto in precedenza, questo è un aspetto fondamentale per rendere questa applicazione veramente efficace per contrastare la diffusione del Coronavirus, ma in futuro potrebbe essere facilmente utilizzata (facendo ovviamente tutti gli scongiuri del caso) per contrastare la diffusione di qualsiasi tipo di virus.

Un aspetto sul quale si era molto discusso prima della diffusione dell’App Immuni, e che spaventava molti utenti, era quello di rendere l’applicazione obbligatoria. Chiaramente, nel 2020 in un Paese democratico come l’Italia sarebbe impensabile obbligare tutti i cittadini a scaricare un’App sul proprio cellulare. Una possibilità era dunque quella di incentivare in qualche modo gli italiani a scaricare l’App Immuni, magari consentendo l’accesso a determinati luoghi e determinati servizi solamente a coloro che abbiano scaricato l’applicazione. Alla fine non sono stati fatti passi in avanti in questo senso, ed uno dei motivi è anche quello della scarsa utilità di un controllo di questo tipo. Come sottolineato nelle opinioni degli esperti, infatti, in questo caso il rischio sarebbe quello per cui molte persone potrebbero installare l’App Immuni solo per accedere a determinati luoghi ed usufruire di determinati servizi, per poi semplicemente disinstallarla o comunque disattivare il Bluetooth nel resto della giornata. È chiaro che in questo modo la sola installazione dell’App sarebbe resa assolutamente inutile.

Come sottolineato da molti esperti all’interno delle proprie recensioni pubblicate online, i possibili miglioramenti per l’App Immuni non sarebbero dovuti a nuovi aggiornamenti, ma principalmente ad importanti incentivi dal punto di vista pratico. L’unico modo per convincere i cittadini ad utilizzare l’App Immuni è quello di dimostrarne l’efficacia, ed offrire loro un guadagno tangibile legato all’installazione dell’applicazione stessa. Ad esempio, un problema sottolineato da molti è la mancanza di soluzioni che vengono offerte a coloro che ricevono la notifica di essere entrati in contatto con un soggetto contagiato. In questo caso, infatti, l’unica cosa che si può fare è mettersi in quarantena volontaria, in modo da evitare contatti. La possibilità di effettuare il tampone sarà tuttavia comunque legata alla presenza di sintomi, mentre per gli asintomatici nella maggior parte dei casi non sarà comunque possibile effettuare il tampone. Il modo migliore per aumentare la diffusione dell’App Immuni sarebbe dunque per molti quello di dare una corsia preferenziale per il tampone a coloro che abbiano ricevuto la notifica. In questo modo grazie all’installazione e all’utilizzo dell’App Immuni si sarebbe maggiormente tutelati, e dunque molti più cittadini sceglierebbero di scaricarla sul proprio cellulare.

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